Si sono da poco svolti i primi due ufficiali appuntamenti di Scuoletta Aperta, ma potete contattarci telefonicamente per fissare un appuntamento personalizzato e conoscere dal vivo la nostra realtà. 

cucitura: alla conquista del fare

Ci sono attività che hanno un sapore antico, che ricordano un po’ i gesti delle nonne, quei gesti di vita quotidiana, del fare per prendersi cura di se stessi e di ciò che ci appartiene.

Per bambini piccoli, come quelli di 3, 4 e 5 anni, ritrovarsi tra le mani un ago e poterlo utilizzare veramente, proprio come vedono fare dalla mamma o dalla nonna, è una grande conquista.

L’attività della cucitura è un lavoro importante, non solo per la valenza affettiva, ma anche perché coinvolge la motricità della mano e il coordinamento oculo-manuale del bambino.

Questo tipo di attività favorisce la concentrazione e si presenta come un lavoro complesso che prevede molte fasi, tra le quali quelle precedenti di preparazione come le infilature con le perle (perle grandi su di un sostegno di legno o sul filo).

Grande è la soddisfazione dei bambini nel riuscire a compiere questi piccoli ma difficili gesti, nel tenere tra le mani il risultato di tanto lavoro e impegno.

Una volta presa confidenza, grande è la voglia di cimentarsi in attività di cucitura più complessa, non solo utilizzando semplici supporti di carta ma anche stoffe colorate.

 

Maestra Serena

 

il bambino e la natura

 

Ogni bambino manifesta istintivamente un intenso e profondo bisogno di contatto con la natura. Questo interesse risveglia in lui innumerevoli domande e gli suggerisce altrettante spiegazioni.

 

L’incontro con il mondo vivente che lo circonda è fonte di molteplici stimoli sensoriali, indispensabili allo sviluppo della sua personalità, del suo linguaggio, della sua intelligenza, della sua sensibilità estetica. Gli assicura una maggiore presa sulla realtà, lo conduce a modificare a poco a poco la rappresentazione del mondo e al tempo stesso gli permette di arricchire il suo immaginario.

Per questo motivo è importantissimo aprire le porte di casa e di scuola sulla vita e condurre il bambino alla scoperta del mondo vivente!

 

Fin da piccolo il bambino esprime una grande curiosità verso tutto quello che lo circonda, soprattutto per gli esseri viventi. La sua visione del mondo è del tutto personale, per lo più legata alla sfera affettiva; vede tutto in funzione di se stesso, personifica gli esseri viventi e gli oggetti. Fa riferimento a sé, al proprio comportamento per spiegare gli esseri e i fenomeni.

Tutti questi modi di interpretare il mondo vivente sono durevoli nel tempo, ma poco a poco, col passare degli anni, la realtà si svela al bambino come un mondo ancora più ricco di quanto lui potrebbe immaginare.

È questa la fase in cui realtà e immaginario si avvicendano, nutrendosi l’uno dell’altro.

È questo il momento in cui si può offrirgli il mondo, aiutandolo a sviluppare tutte le sue potenzialità, sia come possibilità di conoscere oggettivamente la realtà, sia come costruzione immaginativa, aiutandolo a scoprire che la realtà non è così semplice.

 

La nostra Casa dei Bambini fa entrare la natura negli ambienti scolastici mettendo a disposizione del bambino diverse attività, a carattere scientifico, che gli permettono di avvicinarsi e di scoprire il mondo che lo circonda, partendo sempre da esperienze dirette.

 

Tutto nasce da un interesse spontaneo del bambino, dalla sua voglia di osservare, di scoprire, di agire, di contemplare. La meraviglia che prova di fronte a un’esperienza o a un’osservazione sono per lui il preludio all’attività scientifica e al suo arricchimento personale, al sentirsi sempre di più parte di un mondo che è una continua scoperta, che va preservato, amato e rispettato.

 

Maestra Serena 

 

 

a caccia di semi: gli esploratori della Primaria

Muniti di taccuino ci aggiriamo per le vie della città, a caccia di semi.

 

Il seme è uno spunto, un’immagine, una sollecitazione: odori e profumi, voci, volti, luoghi che parlano.

 

La bella piazza a quest’ora del mattino è deserta.
Un uomo, probabilmente un senza tetto, offre granaglie ai piccioni, semidisteso sui gradini della chiesa.
I bambini lo osservano da lontano, mi fanno domande e provano a raccontare la sua storia. Dove vivrà? Come passerà le sue giornate? Decidono di scrivere un incipit che descriva il misterioso uomo dei piccioni.

 

Vicino alla Roggia facciamo una sosta per la merenda.
I rami dei salici accarezzano l’acqua, che gorgoglia, come soffrisse il solletico. Subito alcuni bambini decidono di raccogliere anche questo seme, descrivendo sul taccuino ciò che li circonda.
Qualcuno sceglie una prospettiva, altri ne preferiscono un’altra. Notiamo che è molto importante decidere che cosa vogliamo guardare e da dove scegliamo di farlo.

 

Passeggiando incontriamo una signora che suona allegramente una piccola fisarmonica. Ci invita a cantare assieme a lei una canzoncina in friulano. “Un doi tre, un doi tre, bambinute ven cun me...”.
- Maestra ma secondo te, quella signora era vecchia o giovane?
- Dove aveva imparato a suonare la fisarmonica?
- Aveva dei figli?
Propongo ai bambini di immaginare la vita di un’artista di strada, che alla fine della sua giornata conta le monete nel cappello. Che non sa dove sarà l’indomani, né se potrà permettersi un piatto caldo.

 

Scrivono tutto, alacremente, come dei veri esploratori di città.

 

Maestra Gioia

 

 

Autobiografia, dal greco “authòs bìos graphein”: scrivere della propria vita.

L’autobiografia, la lettura di un libro e l’esperienza di un laboratorio teatrale, hanno in comune il viaggio: il salto nelle infinite stanze della memoria, l’approdo a una storia fino ad allora sconosciuta, la scoperta di una nuova dimensione in cui potersi immedesimare con un personaggio per essere Persona.

I ragazzi delle Medie anno scolastico hanno riassunto questo personale viaggio collettivo attraverso la narrazione de IL VUOTO.

Eva Toppan, insegnante di lettere, li ha guidati alla scoperta della letteratura autobiografica.

L'attrice Caterina Di Fant ha condotto il gruppo alla scoperta di un linguaggio evocativo per comporre e narrare coralmente una storia.

 

 

 

La Scuoletta di Pagnacco

"Aiutiamoli a fare da soli..."

 

I bambini sono esseri umani ai quali si deve rispetto, superiori a noi a motivo della loro innocenza e delle maggiori possibilità del loro futuro.

 

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.

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LIBERI TUTTI Società Cooperativa Sociale Onlus

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