Il percorso didattico continua nelle Medie alla Scuoletta.

Nel 2015, l'organismo vivente Scuoletta si trovò a compiere un ulteriore passaggio verso la sua naturale evoluzione: mancava un pezzo, come si suol dire, e questo pezzo era quello che avrebbe portato a compimento il ciclo naturale di apprendimento che va dai 3 anni ai 13.
 
Così nacquero “le Medie”, sotto forti spinte centripete di genitori determinati a restare nel progetto di scuola parentale, nell'ascolto di chi sentiva ancora il desiderio di restare in via San Mauro n°13, i bambini di 5a elementare.
 
Come per la fondazione della Casa dei Bambini e delle Primarie, così per le Medie si sono spese energie e buone intenzioni durante l'intera estate. Genitori e insegnanti si sono adoperati per allestire la prima aula che avrebbe da settembre ospitato 6 giovani vite.
 
Ad oggi siamo al secondo anno di sperimentazione. Abbiamo tanta strada da fare. Teniamo un piccolo diario di bordo con segnate le sbavature che vorremmo non ripetere e le esperienze eccellenti che ci piacerebbe saper riproporre. Sempre in discussione, sempre con un occhio rivolto ai ragazzi, l'altro ai programmi ministeriali. Ci piace pensare di avere un terzo occhio sempre aperto e rivolto alla complessità in cui siamo perennemente immersi. Una complessità che tiene conto dell'età specifica dei nostri ragazzi. Questo nuovo corpo “Medie” infatti si inserisce nel grande organismo Scuoletta, e la Scuoletta si inserisce nel grande sistema Mondo. L'attenzione a creare ponti costanti con il mondo esterno e con i nostri mondi interni è il nostro filo rosso.
 
Non è solo scuola. È il realizzare nel nostro spazio, nella nostra quotidianità, quel tipo di socialità e quel tipo di naturale interesse che spinge alla crescita ogni essere umano.
 
Tra noi, tre insegnanti ogni mese si recano a Roma per seguire la formazione Montessori, altri seguono percorsi di formazione internazionali sempre legati al Metodo, altri ancora portano la loro personale formazione in ambiti specifici quali la musica  e lo sviluppo del potenziale umano.
 
Siamo all'inizio, siamo pionieri, siamo esseri umani pieni di difetti ma con grandi visioni e aspirazioni a farci da guida.

 

 

I Profs della Scuoletta

 

CHI SONO IO?

 

I “lavori” in classe “avvengono”.

 

La traccia c'è.

 

L'intenzione di seguire un filo, QUEL filo, c'è.

 

L'insegnante punta l'indice verso Nord, offre strumenti, mostra esempi di chi quel viaggio lo ha già fatto, sostiene nell'esplorazione fino a quando non accade che, misteriosamente, la bussola che ogni allievo tiene tra le mani prende vita. E' un click. Una comprensione reale fa mostra di sè negli occhi dei ragazzi.

 

E' allora che nascono parole a descrivere ed immagini ad illustrare.

 

E' allora che l'insegnante si accorge che il suo dito puntato a nord non serve più perchè con i suoi occhi vede che ogni ragazzo a Nord ci va, da quel momento in poi, sulle sue gambe ed è così generoso da portartici con sé.

 

 

 

 

 

Le parole che seguono nascono in un'officina letteraria, quella dei ragazzi di 2° media.

 

Siamo partiti dal testo descrittivo per spostarci poi verso il testo espressivo emotivo.

 

Dante ci ha aiutato. I conflitti in classe ci hanno guidato. I nostri caratteri ci hanno favorito.

 

Tutto ha fatto brodo per poter parlare di Autobiografia, di Inferno, di Paradiso e di quel che ci sta in mezzo, vizi, virtù e umanità. Ci son stati momenti di fiacca, di presenza, di rifiuto, di abbandono, di fiducia, di compassione, di intimità.

 

Sempre le stesse domande ci capitavano tra i piedi.

 

Chi sono io?

 

Cosa sono venuto a fare al mondo?

 

Come sono fatto?

 

Sono buono?

 

Sono cattivo?

 

Come mi vedono gli altri?

 

E dopo che mi sono intravisto, cosa me ne faccio di quel che ho scoperto di me?

 

 

 

Considerate la vostra semenza:

 

fatti non foste a viver come bruti,

 

ma per seguir virtute e canoscenza”.

 

 

 

Questa è la terzina dantesca che chiude il nostro viaggio.

 

E questi sono i 6 indici puntati a nord.

 

Gli indici dei ragazzi di 2° media.

 

 

 

 

 

Io sono simpatica, timida, disordinata, una buona osservatrice, pigra e brutta.

 

Io non sono bella, intelligente, capace, ottimista, paziente, romantica né cattiva.

 

Io sono venuta sulla Terra ad imparare e a rendermi utile aiutando gli altri, ma anche a divertirmi.

 

(…) Una volta mi sono comportata da bruta e me ne ricordo bene. Un mio compagno di classe delle elementari mi seguiva ovunque e mi dava fastidio dicendomi cose non belle. Dopo una settimana mi sono stufata e gli ho tirato un bel calcio. Non mi ha più dato fastidio. La maestra però mi ha messa in punizione. (…) Altre volte ho seguito la mia virtù. Era l'ora di matematica e la maestra ci aveva dato da risolvere dei problemi. Il mio compagno di banco non aveva capito la consegna. Allora io gli ho offerto il mio aiuto. Mi sono avvicinata e gli ho spiegato per bene il compito e lo abbiamo risolto insieme. La maestra mi ha detto che ho fatto un bellissimo gesto.”

 

 

 

 

 

Io sono brutta perchè so di esserlo, cattiva, perchè lo sono con tutti, arrabbiata perchè mi arrabbio sempre, timida quando devo leggere, fare esposizioni o leggere i miei temi davanti agli altri. Sono paurosa perchè ho paura di sbagliare e di fare azioni non giuste. Sono disordinata in tutto, permalosa se qualcuno mi fa i dispetti e se qualcuno è insopportabile allora lo divento anche io. Sono una buona lettrice perchè leggo abbastanza, me lo dicono in tanti. Ho pazienza solo con chi mi piace e con i bambini piccoli, disponibile ad aiutare solo chi mi va, altrimenti si arrangino.”

 

 

 

 

 

Chi sono io?

 

Io sono una che deve sempre avere i calzini neri.

 

Ma non mi sono chiesta di che colore debbano essere i miei calzini.

 

Chi sono io?

 

Sono una che deve essere triste almeno un giorno della settimana altrimenti è stata troppo perfetta.

 

(...)

 

Io sono quella che scoprirò di essere, chissà dove, fra anni e anni, chissà quando.

 

Io sono quando mi piacerò. Io sono quando vorrò essere. Considero la mia semenza la ricerca. E' per questo che non so ancora chi sono. Mi sto ancora cercando. Forse non mi trovo perchè non sono nascosta, perchè sono in un luogo che nessuno può trovare. Allora devo perdermi, perchè perdersi è l'unico modo per trovare luoghi introvabili, luoghi che nessuno può trovare altrimenti chiunque saprebbe trovarli. Perdendomi troverò quel posto che nessuno può trovare, tranne me, perchè solo io posso sapere chi sono e dove posso cercare per trovarmi.”

 

 

 

 

 

Io sono qualcuno che ha bisogno di scoprire e di conoscere meglio chi sono. Infatti cerco sempre di mettermi alla prova per vedere di che pasta sono fatto. Secondo me sono una via di mezzo tra una pasta dura ed una morbida. Una parte di me presenta tutti i miei lati negativi e un'altra tutte le mie virtù. E' da questa unione che si capisce chi sono io e qual è la mia semenza. Io sono trasandato, spericolato, simpatico, bruto, intelligente, abile, goloso, dispettoso, avventuroso e sempre con una mano avanti per il prossimo.”

 

 

 

 

 

Io sono una ragazzina a cui piace sognare in modo romantico. Non mi piace la falsità quando la scorgo negli altri, apprezzo invece le persone sincere e sempre educate. (…) Io non mi comporto da bruta perchè a me i bruti non piacciono e anche se litigo con qualcuno non vado mai oltre perchè i bruti mi fanno sentire male. Quando vedo qualcuno triste, io vado a consolarlo come quella volta che Lisa, l'anno scorso, stava piangendo e io l'ho consolata e abbracciata. Anche Alicia e i bambini piccoli mi hanno vista e da quel giorno i piccoli mi vengono a cercare e non mi lasciano mai in pace, ma io sono felice.”

 

 

 

 

 

Chi sono io?

 

La domanda top dei filosofi.

 

A questa domanda si può rispondere?

 

Io credo di sì.

 

Io sono un ragazzo molto testardo e deciso, nel senso che quando prendo prendo una decisione, su quella rimango. (…) Sono molto idealista, mi piacciono la pace a e la giustizia. (…) Sono molto pigro, svogliato, a volte irascibile. Come ho scritto prima, sono testardo sia nel bene che nel male. Sono timido quando mi trovo in luoghi in cui non sono mai stato o che non ho mai conosciuto”.

 

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